Le nuove tendenze nel bartendering e bar management: i locali cambiano veste

Essere costantemente aggiornati sulle tendenze nel mondo bar e ristoranti è fondamentale per stare al passo con i tempi ed offrire un servizio sempre migliore alla clientela. Proprio per individuare le nuove tendenze in voga nel mondo del bartendering e del management, Metro Italia ha commissionato a Squadrati (agenzia specializzata in ricerche di mercato), una ricerca per individuare i trend diffusi.

È emerso che i clienti, ad oggi, prediligono ristoranti e locali con spazi intimi e pochi coperti, in modo da potersi sentire a casa. Il trucco, però, è quello di specializzarsi su una determinata tipologia di cucina o stile di miscelazione e rinnovare periodicamente il menù, così da soddisfare le esigenze di una clientela alla costante ricerca di sapori e sfumature sempre nuove. Qualche idea? Continua a leggere il nostro articolo!

Tiki Style: i tropici sempre a portata di mano

Tutto quello che oggi sappiamo sullo stile Tiki lo dobbiamo a Jeff Beachbum Berry, pioniere della miscelazione esotica, mentre il nome di questa arte, perché di vera e propria arte si tratta, nasce da un grande classico di Elvis Presley, più precisamente Blue Hawaii.

Erano gli anni ’60: lo stile pop faceva da padrone e gli eccessi erano la normalità. Tra un poster di Tarzan ed un Mai Tai nasce il Tiki: ritmi ed armonie che richiamano uno stile esotico e misterioso. Ad oggi, nonostante siano passati diversi anni dalla sua nascita, il Tiki vive radicato nel mondo della nightlife e sono molti i locali a tema in tutto il mondo.

Tiki mug, lime, ananas, cocco e altri frutti tropicali sono il fulcro dello stile. Il resto del gioco viene fatto con una spettacolarizzazione degli ambienti, come insegna Daniele Dalla Pola, massimo esperto del Tiki Style nel nostro Paese e titolare del Nu Lounge di Bologna.

Miscelazione d’avanguardia per stupire

Miscelare è prima di tutto un viaggio e Nico De Soto, esperto nelle moderne tecniche di miscelazione, lo sa molto bene. Nei suoi seminari e / o workshop spiega ai partecipanti l’importanza di proporre menù particolari, a tratti misteriosi, che permettono di solleticare la fantasia della clientela.

Ad esempio, nel suo locale Mace di New York, presente nella classifica dei Fifty best, si focalizza su menù semplici. Nico De Soto non utilizza mai il nome “commerciale” di un cocktail, bensì il nome della spezia che fa da base. Inoltre, degli ingredienti utilizzati in fase di esecuzione non viene mai menzionato il produttore, ma solo il tipo di alcolico. Perché questa scelta particolare? Semplicemente per dare maggior risalto alla miscelazione, al processo di esecuzione e al viaggio degli ingredienti.

Il viaggio è alla base delle moderne tecniche di miscelazione, per questo è necessario girare molto per il mondo e prendere nota di sapori ed ingredienti da importare nel proprio locale, in modo da fornire contaminazioni sempre innovative.

Miscelazione mediterranea per combinare sapori dimenticati

Precursore della miscelazione mediterranea è Jad Ballout, che nel suo locale di Beirut si trova costantemente a sperimentare i perfetti abbinamenti tra ingredienti della cucina tradizionale inseriti in cocktail altamente innovativi.

Un esempio? Il drink più amato del Central Station di Beirut deriva da una miscelazione tra tequila, cumino, infuso di fave e limone. I libanesi sono molto attaccati alle proprie tradizioni, per questo apprezzano la miscelazione mediterranea ideata da Ballout, proprio perché rivisita con un concept innovativo quelli che per loro sono ingredienti classici, per lo più usati per la preparazione di piatti tipici.

Anche in questo caso, il viaggio e la contaminazione con bartender di paesi lontani sono fondamentali per ottenere un risultato apprezzabile ed innovativo.

Creazione di cocktail immortali per entrare nella storia

La creazione di cocktail immortali è un altro modo per essere attenti alle esigenze dei propri clienti. Di questo ne sa qualcosa Salvatore Calabrese, soprannominato The Maestro, creatore di diversi drink seller che hanno fatto la storia: il Breakfast Martini o lo Spicy Fifty.

Il sogno di ogni barman, e sicuramente tu che stai leggendo lo sai bene, è quello di creare un cocktail che entri nella storia. Ma la miscelazione è solo un aspetto di questo lavoro: comprendere, accogliere e comunicare con il cliente fanno tutto il resto.

Il tempo libero dei clienti come risorsa per il tuo locale

Proprio della comprensione verso la clientela, Luca Cinalli ha fatto una mission. Un menù, secondo il bar manager dell’Oriole, non può mai essere definitivo e deve essere studiato e tagliato su misura per il target di riferimento.

Il tempo libero del cliente medio è poco, per questo devi dargli una motivazione per stare nel tuo locale: questa si ottiene mostrando attenzione ai segnali non verbali e quelli verbali. Cogliere gli spunti è fondamentale per offrire un servizio migliore. Non bisogna mai fermarsi ed è necessario andare sempre oltre l’apparenza per riuscire a dare un corretto servizio ai propri clienti.

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Chi è l’autore dell’articolo

Curiosa e con la voglia di stare sempre sul pezzo. Mi occupo di SEO copywriting, Content e Social media management e formazione dedicata alla comunicazione digitale, sia per PMI che per enti non-profit. Citando una tra le mie canzoni preferite, vivo di sogni e di idee.

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