Mezcal e Tequila: agave, storia e cultura nella miscelazione messicana

Introdotto da Leo Buscaglia, il Mezcal è, assieme alla Tequila, uno degli spiriti latini più amati e apprezzati nella preparazione di drink e cocktail. Sulla stessa linea di pensiero è anche Tad Carducci, bar tender e socio fondatore della Tippling Bros., azienda che da dieci anni offre consulenza su locali e liquori di matrice messicana.

Tad Carducci lavora in bar e ristoranti da quando aveva 14 anni e, attualmente, è responsabile della formazione della Classic Vintage, una ditta che importa liquori in tutto il mondo tra i quali l’amaro Lucano e l’amaro Vitelli. Ama tutti i liquori ma, tra i suoi prediletti spiccano la Tequila e il Mezcal e il percorso, alla scoperta di questi prodotti, lo hanno portato a condensare le esperienze e le competenze acquisite nel tempo in un libro, A Lime and a Shaker.

Presentata la sua carriera, Tad Carducci ha voluto concentrarsi solo ed esclusivamente sul Mezcal, un liquore molto particolare e complesso il cui consumo si sta diffondendo sempre più negli Stati Uniti e non solo.

Il prodotto: qualcosa sulla storia del Mezcal

Tecnicamente, il Mezcal è un qualunque prodotto derivante dalla distillazione dell’agave coltivata in Messico. Di conseguenza, anche la tequila è un Mezcal, non il contrario.

La differenza sta nel fatto che, mentre la Tequila può essere prodotta solo ed esclusivamente con l’agave blu lavorata in un territorio che copre 5 stati del Messico, il Mezcal è composto da 50 tipi diversi di agave dislocati in 9 stati messicani. Entrambi sono prodotti di altissima qualità che hanno alle spalle una lunga tradizione che va ben oltre l’epoca della colonizzazione.

Intimamente legato alla terra, alle tradizioni e ai villaggi, il Mezcal è un prodotto autoctono, non importato dagli spagnoli ed è il liquore più artigianale e più difficile da realizzare che esista al mondo. L’agave ha bisogno di tantissimo tempo per crescere, tra i 20 e i 30 circa. Un’unica pianta produce una sola bottiglia di Mezcal ed è per questo che il prodotto finale è molto, molto prezioso e costoso.

Inoltre, non tutte le tipologie di Mezcal sono adatte per la miscelazione. Ci sono puristi che dicono che il Mezcal va bevuto da solo e inorridiscono nel saperli utilizzati nella miscelazione di drink e cocktail ma, per alcuni, si tratta di una scelta necessaria per far sì che incontri i gusti di una clientela estranea ed esterna al Messico, alla sua cultura e alle sue tradizioni.

Sperimentazioni con il Mezcal

Si può fare un passo oltre la semplice sostituzione con il Mezcal nella preparazione di grandi classici e Tad Carducci ha raccolto diverse sperimentazioni in A Lime and a Shaker.

L’importante, per introdurre gradualmente i clienti alla scoperta del Mezcal, è cominciare con dei drink semplici, non troppo elaborati e facili da eseguire.

Per i bartender americani, ad esempio, gli amari sono un prodotto fantastico al quale i clienti non sono ancora abituati ma a Tad piacciono le sfide e ha presentato tre drink diversi, eseguiti con stili differenti per dimostrare che le sperimentazioni con il Mezcal sono possibili.

Il primo drink è una miscelazione del Mezcal Gracias a Dios con l’amaro Lucano, decorato con una fetta d’arancia sulla quale è stato sparso un sale molto particolare. Due prodotti che creano una miscela perfetta proprio grazie al fatto che hanno diverse caratteristiche in comune. Quando compare nel menù, ne vengono venduti mille in un solo mese ed è un modo molto semplice ed efficace per catturare l’attenzione dell’avventore e, in seguito, proporgli nuovi drink a base di Mezcal o amaro.

Il secondo drink, rispetto al primo, è un passo in più perché ha un gusto più marcato facendo risaltare di più il Mezcal. Nella grande maggioranza dei casi, questo particolare liquore messicano è un liquore giovane, che non ha un grado di invecchiamento successivo alla distillazione ad eccezione del Riposado. Per il secondo drink, a quello di base si miscelano altri ingredienti che comprendono il Campari, il Vermot e un liquore di finocchietto prodotto negli Stati Uniti da Don Ciccio & figli.

Infine, il terzo e ultimo cocktail, Los Hermanos, in onore della società che Tad Carducci ha contribuito a fondare, è un po’ più tradizionale come composizione. L’idea di base è di utilizzare solo ingredienti tipici del territorio messicano. Quindi c’è Passion Fruit, nettare di agave e chili, salsa piccante da dosare con molta, moltissima cautela.

 

Chi è l’autore dell’articolo

Curiosa e con la voglia di stare sempre sul pezzo. Mi occupo di SEO copywriting, Content e Social media management e formazione dedicata alla comunicazione digitale, sia per PMI che per enti non-profit. Citando una tra le mie canzoni preferite, vivo di sogni e di idee.

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