Il menù: 4 errori da non fare

(tempo di lettura: 5 minuti)

Ti sei mai chiesto cosa passa nella mente dei tuoi clienti mentre consultano il menù? Se non ti sei mai posto questa domanda vuol dire che non stai dando la giusta attenzione ad uno degli strumenti più importanti della tua strategia di vendita.

Hai mai sentito parlare di menu engineering? Se la risposta è no, allora ti consiglio di dedicare 5 minuti del tuo tempo a leggere questo articolo. Lo so sembrano grandi paroloni e credi che nulla abbiano a che fare con il tuo locale, ma se ti dicessi che con qualche piccolo trucco potresti migliorare i tuoi incassi?

In parole povere il menù engineering è una scienza che studia la strategia più efficace per massimizzare i profitti utilizzando come unico strumento il menù.  Ma facciamo un passo alla volta.

Se ci pensi, il primo punto di contatto tra il cliente e i tuoi prodotti è il menù. Questo strumento è la tua presentazione, la tua stretta di mano, il tuo biglietto da visita. E’ l’anima del tuo locale racchiusa in fogli e poche righe.

E’ sbagliato pensare che il menù sia semplicemente una lista di prodotti e relativi prezzi, utile per elencare al cliente cosa offri all’interno del tuo locale. Il menù è un vero e proprio strumento di vendita, anzi è il primo strumento di vendita, di marketing e soprattutto di comunicazione tra te e il tuo cliente.

E’ da qui che dipende l’esito della tua vendita, ma anche la possibilità che il cliente ritorni. Per questo è importante guidarlo dove sai che sarà più soddisfatto, questo perché una scelta sbagliata può portare ad una minor soddisfazione generale percepita che porterà conseguentemente ad una minor possibilità di ritorno.

Ma come fare?

Ecco a voi i 4 errori fondamentali da non fare assolutamente, e che troppo spesso si vedono in alcuni locali. In quanti ti rispecchi?

1. L’abito fa il monaco eccome!!

Il menù è il tuo biglietto da visita, la tua presentazione, quindi NO a menù sgualciti, rovinati, sporchi o di dimensioni non appropriate – troppo grandi o troppo piccoli – E’ il primo contatto con il cliente, che deve avere una buona impressione di te, del tuo locale e di quello che andrà a provare. Ti presenteresti mai ad un colloquio in tuta o con la camicia sporca di sugo?!

2. Il fattore tempo

È stato calcolato che il tempo massimo di lettura del menù è di 180 secondi, poi l’attenzione del cliente cala fino ad arrivare allo zero. Hai tempo 180 secondi per far si che il cliente scelga un prodotto che: a te possa dare il massimo profitto, e allo stesso tempo regali a lui un’esperienza unica, che rispecchi le sue aspettative  e soddisfi le sue esigenze.

Diciamo NO a liste infinite, i clienti non leggono mai un menù fino in fondo, e quando si trovano davanti a situazioni del genere scatta il “blocco da eccesso di scelta”. Quando il cliente si trova a dover scegliere tra un’infinità di piatti, finirà per scegliere sempre gli stessi, per andare sul sicuro o, ancora peggio, faranno una scelta frettolosa data dalla presenza del cameriere pronto a prendere le ordinazioni.

Attenzione però a non cadere nell’errore opposto, ossia poca scelta. Questo rischia di lasciare scoperti alcuni bisogni dei clienti che poi decideranno di andare altrove.

Creiamo un giusto equilibrio tra pochi e tanti, alcuni dicono che il numero perfetto sia 7 per ogni sezione.

3. Anche l’occhio vuole la sua parte

In 180 secondi il cliente deve leggere, immaginare e decidere. Come aiutarlo? Anche la grafica ci viene in aiuto con piccoli accorgimenti. Scegliete un font (carattere della lettera) della giusta dimensione, evitate i font gotici o con troppi fronzoli, magari decorativi ed estetici ma poco leggibili. Fate attenzione alle immagini di sfondo che affaticano la lettura o addirittura nascondono alcune parole.

Giocate con gli spazi e le immagini, fate lavorare la fantasia del cliente, che deve già pregustare ciò che ha ordinato. Date importanza anche agli “spazi negativi” (spazio bianco intorno ad un prodotto), isolando ciò a cui volete dar maggior rilievo.

 

4. L’aggiornamento

Attenzione anche agli errori grammaticali, ai refusi e, in generale, cerca di tenere il menù sempre aggiornato, magari anche secondo la stagionalità, (meglio poco ma ben curato). Non è mai una bello  pregustarsi qualcosa e poi sentirsi dire dal cameriere “Mi spiace l’abbiamo terminato!”.

Come consiglio generale possiamo dire di revisionare il menù ogni 6 mesi, anche per calcolare il drink and food cost & profit e valutare il gradimento relativo di ogni prodotto.

Questo e molto altro vi spiegherà Marco Ranocchia nel video corso Bar Manager: fare impresa e gestire con talento 

Corso Bar Manger

Se vuoi questi ed altri consigli utili per la gestione della tua attività, come costruire un menu perfetto, come analizzare i costi di vendita dei prodotti e molto altro, questo corso fa per te. In questo articolo abbiamo voluto mettere l’attenzione su alcuni degli errori più comuni che si vedono nei locali quando si parla di menù.

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