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Giro del mondo in 70 cocktail: l’avventura di Stefano Nincevich

Ho perso tutti i miei appunti. Credo di averli lasciati su uno sgabello del bar. Meglio così. Dopo questa clamorosa sbandata, ho ritrovato la bussola. Del resto questo è un Cocktail Safari e io sono l’esploratore: sono abituato a navigare in situazioni fluide […]
Stefano Nincevich

Stefano Nincevich è l’autore di Cocktail Safari, il volume scritto per Edizioni Tecniche Nuove che riporta vent’anni di viaggi ed altrettanti di avventure in giro per il mondo, alla scoperta dei drink che hanno fatto la storia. Dal Mojito al Moscow Mule, dal Negroni al Manhattan: ogni volta in un posto diverso, ogni volta una storia nuova ed ogni volta un nuovo capitolo da scrivere.

Curiosità sui cocktail: e tu sei sicuro di conoscerne la storia?

Siamo abituati ai drink, come consumatori e come produttori. Ma siamo proprio sicuri di conoscere la storia e le curiosità sui cocktail? Di seguito qualche aneddoto relativo ai drink più famosi del mondo.

Cuba Libre

Il Cuba Libre, un cocktail molto amato, nasce nel 1900 a L’Avana di Cuba. Ci troviamo in un American Bar, dove un soldato sta bevendo del rum Bacardi miscelato a della Cola e a qualche spruzzo di limone. Certo un insolito drink, che fino ad allora non aveva mai visto la luce.

Sorseggiando il suo cocktail il soldato decide di alzare il suo bicchiere e brindare, con avventori e soldati, a quello che da lì a poco sarebbe diventato un grandissimo evento storico: por Cuba Libre. Ecco come nasce uno tra i drink più amati al mondo: da un’idea insolita e da un grido di speranza.

Bloody Mary

A base di vodka, succo di pomodoro, spezie piccanti, odori, sale, pepe e succo di limone, il Bloody Mary vede la sua nascita nal 1939, agli albori della Seconda Guerra Mondiale.

Sul Bloody Mary esistono due differenti scuole di pensiero: c’è chi sostiene che il suo nome sia associato a Maria I di Inghilterra, Maria la Sanguinaria nota per aver fatto giustiziare oltre 300 oppositori, ma anche chi crede che il nome derivi dalla star hollywoodiana Mary Pickford, tre le più importanti attrici del cinema muto.

Rossini

Sul banco troviamo un Prosecco mescolato con un frullato di fragole: il suo nome è Rossini, uno tra i cocktail più amati dal pubblico femminile per il suo aroma delicato, la dolcezza e la leggerezza.

Questo sparkling nasce negli anni Sessanta, quindi risulta essere molto recente. Ne rivendica la paternità il veneziano Mirko Stocchetto, autore anche del celeberrimo Negroni Sbagliato e del Mangia e Bevi.

Perché il Rossini abbia questo nome non è propriamente chiaro: forse è questione di colore o forse c’è dell’altro. Si narra che Gioacchino Rossini fosse un estimatore del buon bere. Dalle sue biografie lasciate ai posteri, si evince che da bambino facesse il chirichetto solo per gustarsi qualche goccia di vino contenuto nelle ampolline della Messa. Chi gli ha dedicato il cocktail, molto probabilmente conosceva il suo devole per le cose buone e del suo legame con Venezia.

Perché un giro del mondo in 70 cocktail?

Dopo averti raccontato le curiosità su alcuni cocktail, ti facciamo una domanda: hai mai sentito parlare di liquid society o modernità liquida? Il sociologo Zygmunt Bauman utilizza queste parole per descrivere una società che ha perso i legami forti, le strutture durature, le certezze, i progetti e perfino le speranza. In poche parole, l’essere umano vive in totale assenza di qualsiasi riferimento solido.

La storia delle bevande miscelate è quella più liquida di tutte (e non è una battuta).

Dagli anni ’90 ad oggi, i cocktail historian hanno fatto grandi passi in avanti, riportando alla luce documenti del XVIII secolo, ritagli introvabili e ricettari biblici. Il tutto per ricostruire la storia, per comprendere come e perché sono nati alcuni drink, per elogiare chi li ha inventati… Certo non un’impresa facile.

Conosciamo la data esatta in cui Cristoforo Colombo scoprì le Americhe, sappiamo bene cosa successe durante le Crociate e ancora conosciamo la storia assiro-babilonese, ma per sapere come nasce un Negroni ci sono voluti anni ed anni di approfondimenti, ricerche e produzione di prove per comprendere che davvero ha le sue radici in Italia, precisamente a Firenze, creato dal barman Fosco Scarselli e dal conte Camillo Negroni.

Ecco perché nasce Cocktail Safari: per chiarire la storia dei drink, per fornire le ricette originali e per aiutarti a portare un po’ di innovativa tradizione (non è un gioco di parole) nel tuo locale.

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Chi è l’autore dell’articolo

Curiosa e con la voglia di stare sempre sul pezzo. Mi occupo di SEO copywriting, Content e Social media management e formazione dedicata alla comunicazione digitale, sia per PMI che per enti non-profit. Citando una tra le mie canzoni preferite, vivo di sogni e di idee.

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